Villa Gozzadini

Cenni storici ed artistici

Le origini della villa voluta dalla famiglia Gozzadini, risalgono alla metà del XVI secolo.
Questa famiglia, compare nei documenti bolognesi già a partire dall’anno Mille, ed è nota per avere sempre ricoperto posizioni di prestigio nelle vicende della città.
La costruzione e’ un notevole esempio di insediamento suburbano di origine cinquecentesca, organizzato secondo i criteri compositivi tipici del “giardino-campagna”, impostato su due assi ortogonali al cui incrocio si situa la villa padronale, circondata dal parco e dai fabbricati rurali di pertinenza.
I quattro semiassi convergenti verso la villa sono tuttora individuabili nel viale alberato con doppio filare di pini (che presero il posto di querce centenarie) che collega verso ovest la villa alla strada comunale, nello stradello rettilineo che si sviluppa verso nord, nel doppio filare di platani e aceri che si articola verso sud e dal filare di gelsi e viti che prosegue fino alla fascia arborea costeggiante il Torrente Savena.
A partire dal XVIII secolo il palazzo fu ampliato sui fianchi ed alzato di un piano con eliminazione della torre colombaia cinquecentesca.
Oggi è un notevole edificio con un pianta molto articolata, costituito da un compatto corpo principale a tre livelli saldato a due corpi più bassi, a doppio livello, disposti ad est e ad ovest rispetto al nucleo centrale. Al corpo occidentale si articola ortogonalmente, verso nord, una lunga “appendice” sviluppata su due livelli fuori terra.
Del complesso architettonico-territoriale fanno inoltre parte un articolato fabbricato comprendente casa colonica, magazzini, stalla e fienile, realizzato probabilmente alla fine dell’800 ed un edificio di minor volume, adibito a stalla e fienile (casella), verosimilmente del primo Novecento.
All’interno l’antico corpo centrale presenta la caratteristica loggia passante completamente affrescata con vedute archeologiche e soffitti affrescati con paesaggi.
In un’altra sala restano invece sei bellissime tempere con quadrature e sfondati architettonici di ispirazione bibienesca datate 1719.
Al piano terreno si conservano altri pregevoli ambienti, caratterizzati dagli originali pavimenti in cotto, dai camini e dalle cornici delle porte.
Il piano nobile, di maggiore altezza, è connotato dalla loggia centrale coperta da volta ribassata e dagli stessi elementi architettonici presenti al piano terra.
Alla morte del conte Giovanni, tutto il patrimonio passò alla figlia, Gozzadina Gozzadini Zucchini, l’ultima discendente, che decise di donare tutti i suoi averi, compresa la villa, all’Amministrazione degli Ospedali di Bologna, per la costruzione dell’ospedale per bambini che porta ancora il suo nome.
Bologna, grazie alla generosità di Gozzadina, aveva ottenuto quello che sarebbe diventato uno dei migliori ospedali pediatrici che esistano in Italia.
Sulla villa dell’archeologo, intesa come patrimonio storico, scese il velo dell’oblìo.
Sappiamo che durante il secondo conflitto mondiale venne utilizzata come rifugio per gli sfollati e che fino alla fine del secolo scorso fu parzialmente abitata ed utilizzata probabilmente anche per scopi agricoli.
Negli anni ’80, il tetto fu ricostruito, nonostante il corpo centrale fosse già in evidente stato di abbandono e degrado, e la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Bologna, dichiarò l’immobile di interesse storico-artistico.
Nel corso degli ultimi anni sono state diverse le iniziative della comunità di Castenaso a favore della riqualificazione della villa, ma allo stato attuale nulla si e’ concretizzato, perdurando pero’ lo stato di degrado.

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