Oratorio di S. Croce (o del Nibbio)

Cenni storici ed artistici

Posto nel punto di intersezione tra il vecchio percorso della via Montanara e la via S. Vitale, sorge su un fondo gia’ appartenente alla famiglia Libbi-Facci (da cui la storpiatura ottocentesca in Nibbi) e presente sicuramente gia’, nel 1647.

Negli atti delle visite pastorali compiute dal Vescovo di Bologna si cita nel 1702 l’oratorio, dando indicazioni su alcune migliorie anche liturgiche da apportare all’interno.

Ingrandito nel 1756, nel 1809 dopo anni di abbandono e chiusura al culto venne dotato di un nuovo altare e delle stazioni della via Crucis, per volonta’ di Vincenzo Rastrelli, compositore e insegnante di canto italiano, nuovo proprietario dall’anno precedente.

Nel 1844 la fam. Rastrelli ne risulta ancora proprietaria e la curia lo annovera ancora oggi come “oratorio Rastrelli”.

Fu restaurato e ridipinto nel 1874, in quanto versava gia’ in “mediocre stato” avendo il tetto con rischio di crollo e grande umidita’ all’interno, da Angelo Pucciarini, che l’acquisto’ nel 1867.

Passo’ poi nel 1878 alla fam. Gallassi e nel 1980 al comune di Castenaso che provvide successivamente ad un attento restauro terminato nel 2004, sotto  la coordinazione dell’arch. Enzo Pizzoli e col contributo della BCC di Villanova e di tanti cittadini privati.

Da notare che gli interventi relativi alla volonta’ di restauro furono oggetto anche di interrogazione parlamentare (On. Galletti) del 3 marzo 1999, il quale lamentava l’inerzia dell’allora sovrintendente ai beni culturali.

L’oratorio si compone di due ambienti uno dei quali in origine era la sagrestia, dove attualmente e’ presente un rilievo, probabilmente settecentesco, della Sacra famiglia con sant’Anna.

L’esterno e’ ornato da un fregio di “mattoni disposti a mensolette fra due corsi di pietre allineate”.

La devozione alla croce deriva dalla tradizione contadina di piantare ai margini dei campi una croce in legno con un rametto d’ulivo benedetto la Domenica delle Palme, per scongiurare i danni dalle intemperie.

Curiosita’: in dialetto bolognese il termine Nibbi e’ quasi identico al termine nebbie, pertanto nell’accezione popolare questo luogo, posto subito fuori dall’abitato subito oltre il passaggio a livello, identificava per taluni una zona oltre la quale in inverno erano comuni le nebbie, come in effetti avveniva data l’aperta campagna che ne seguiva.

A lato è possibile consultare l’opuscolo “Il Nibbio di Castenaso”  elaborato in occasione del restauro dell’oratorio nel 2004.

Le immagini