Museo della civiltà Villanoviana (MUV) e casa S.Anna

Cenni storici ed artistici

Museo MUV

Il museo,  inaugurato nel 2009 e aperto in maniera continuativa dal 2011, e’ ospitato nell’ex fienile del complesso rurale di Casa Sant’Anna in una ex proprieta’ del conte archeologo bolognese Giovanni Gozzadini, non lontano dalla villa di famiglia (via Villanova 10).

Al conte Gozzadini, difatti, faceva capo anche il cosiddetto predio di Casa Sant’Anna, un complesso rurale costituito da una serie di edifici, tra cui un fienile e un forno-pollaio, realizzati agli inizi del XX secolo, oggi di proprietà del comune di Castenaso. Proprio da questi due edifici si è pensato di trarne un “Centro Villanoviano”.

Gli scavi effettuati, tra il 1853 ed il 1856, dal Gozzadini, in località Caselle, tra Castenaso e San Lazzaro, portarono al rinvenimento di una vasta necropoli ad incinerazione e a inumazione.

E’ da notare come il termine “villanoviano”, ideato originariamente dal Gozzadini, non facesse riferimento ad una civiltà (il dibattito sull’appartenenza dei reperti alla civiltà etrusca, durò per anni), ma piuttosto alla zona nella quale il ritrovamento avvenne. L’indicazione del Gozzadini fu intenzionalmente poco veritiera, poiché l’ambiguità sull’ubicazione esatta della necropoli evitava possibili attività di depredazione dei contesti scavati.

Con il termine Villanoviano si identifico’ poi una cultura protostorica, che, tra IX e VII sec. a.C. (eta’ del ferro), caratterizza la Pianura Padana, e anche l’Italia centrale tirrenica e alcune località della Campania e del versante adriatico settentrionale. Negli stessi territori si svilupperà la civiltà etrusca, di cui il Villanoviano è considerato la fase iniziale.

Il Museo ospita, al primo piano,  un suggestivo allestimento che presenta la ricostruzione del sepolcreto monumentale di Marano (VII secolo a.C.) scoperta nel 2007, composta da tombe a cremazione tutte con segnacolo funerario, sicuramente di aristocratici, vista la particolare ricchezza dei manufatti e la presenza di molti guerrieri. Si tratta infatti di una necropoli con una particolare concentrazione di stele, che fa di questo piccolo sepolcreto un’eccezionale scoperta.

Si tratta di 8 segnacoli funerari in arenaria e calcare, alcuni dei quali, ascrivibili alla classe delle “Stele protofelsinee”, hanno forma rettangolare con disco sovrastante e presentano una complessa decorazione figurata a bassorilievo.
Di enorme pregio è la “Stele delle spade” che non ha paragoni con le altre stele villanoviane ritrovate per la complessità della decorazione a basso rilievo che caratterizza una delle due superfici: raffigura un duello tra due guerrieri ed è sovrastata da un leone e altre figure geometriche.

Accanto alle stele trovano spazio i corredi funerari: vasi cinerari biconici, vasellame bronzeo e ceramico, da banchetto e per uso quotidiano. Il tema del banchetto, rito sociale tipico dell’aristocrazia del tempo, resta infatti centrale: pregevoli ciste e situle in lamina di bronzo per contenere bevande si affiancano ai tanti recipienti in ceramica usati per bere, come le tazze, o per presentare e consumare i cibi, come i piatti e le scodelle, formando servizi imponenti.

Sono presenti, inoltre, gli oggetti di ornamento personale, come le caratteristiche fibule ad arco serpeggiante e le preziose fibule ad arco rivestito; né mancano i reperti strettamente attinenti al ruolo, come per esempio le armi, per gli uomini e gli strumenti legati alla filatura e alla tessitura, per le donne, e altri riconducibili al rango dei defunti, come quelli pertinenti alla bardatura equina.

All’interno dell’allestimento suoni, video installazioni e postazioni interattive accompagnano il pubblico nella vita e nei riti della civiltà villanoviana.

Nel giardino del Museo, dal 2018, si osserva la ricostruzione a grandezza reale di una capanna villanoviana, completamente arredata secondo accurate ricostruzioni.

CASA S. ANNA

L’edificio, ora centro sociale comunale CASA S. ANNA, e’ un imponente fabbricato e la corte e’ composta da casa colonica su due piani, da una teggia e da un forno.

Una delle varie teorie sull’origine del fabbricato ne fa risalire l’origine al 1196 con sede delle suore Camaldolesi. 

Nel 1571 l’edificio, sostanzialmente simile, presentava come consuetudine di allora una torre colombaia al centro della facciata sul colmo del tetto. Sul lato est sono presenti fondazioni che indicano una maggior estensione dell’edificio nel passato. 

Nel XVII secolo e’ stato sede dei Canonici. Nello stesso secolo le mappe riportano li’ un oratorio intitolato a S. Maria di Billieme (Betlemme) sito al centro del trivio tra le vie S. Vitale e la strada per S. Lazzaro (ora via Villanova).

Da una mappa del Fontana la casa appartenente alla fam. Matteuzzi, appare nel 1783 ancora con torre colombaia centrale e viene citata come da poco ristrutturata da parte dei proprietari fam. Matteuzzi. Anche la cappella di S. Anna risulta anch’essa da poco ristrutturata e comunque non di grande interesse dato che circa nel 1770 o poco prima l’Oretti nella raccolta “Le pitture nelli palazzi e case di villa nel territorio bolognese” non ne fa’ menzione.

I fabbricati limitrofi (edificio con stalle e teggie, rimessa, pollaio, forno e porcili) risultano poi completamente ricostruiti. Successivamente tutto il podere passo’ ai Gozzadini che ne risultano proprietari nel 1844. Poi, ma non si sa’ quando, la torre colombaia venne eliminata cosi’ come venne demolita anche la cappella oggi scomparsa.

Da notare che fino agli anni ‘80 del secolo scorso la strada seguiva la vecchia conformazione. 

Il trivio con la via S. Vitale era quello che attualmente e’ l’entrata posteriore della Palestra delle scuole Elementari sito ad Est (e non OVEST) di casa S. Anna. Il vecchio percorso proseguiva poi diritto, (ora e’ lo stradello col campo da basket all’interno del parco della Pace) fino al termine del parco presso l’entrata della villa al nc 1, qui piegava a sx (est) poi dx (sud) andando quindi a sovrapporsi all’attuale percorso della via Villanova.

Le immagini