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L’età Contemporanea (dal 2000 ai giorni nostri)

L'età Contemporanea (secolo XXI)

Seguendo il processo, di sviluppo urbanistico e la ridistribuzione della popolazione le frazioni rurali di Fiesso, Marano e Veduro che alla viglia del secondo conflitto avevano il 48% di popolazione vedono diminuire i propri cittadini a scapito del Capoluogo e Villanova che aumentano progressivamente gli abitanti: nel 2001 otto castenasesi su dieci risiedono in questi due centri.

Al momento del primo censimento del XXI secolo, 83 abitazioni su 100 risultano edificate negli anni 1961-2001 un valore chiaramente superiore al resto del territorio provinciale al cui interno l’incidenza percentuale media delle abitazioni costruite nel periodo 1961-2001 sul totale delle abitazioni occupate censite nel 2001 supera di poco il 50%. Continuando, mentre il numero delle abitazioni occupate aumenta, nel periodo 1951-2001, di oltre il 500% circa, l’aumento degli occupanti registra un incremento pari al 156% (rispettivamente 4.795 abitazioni occupate nel 2001 contro le 1.074 del 1951 e 13.408 occupanti nel 2001 contro i 5.246 del 1951). Tra il 1951 e il 2001 le proprieta’ delle abitazioni passano poi dal 15 al 78%, mentre gli affitti crollano dal 62% al 15% il 7-8% sono abitazioni occupate ad “altro titolo”.

Confrontando il dato comunale con quello provinciale, si ha che l’incremento relativo più elevato della proprietà dell’abitazione è in tutto il periodo indicato ad appannaggio del comune di Castenaso, nonostante questo fosse partito da una situazione meno vantaggiosa nel 1951.

Dal punto di vista dell’istruzione tra il 1951 e il 2001, la percentuale di cittadini (con più di sei anni) in possesso di licenza media inferiore, passa da 2,8 a 27,7, mentre i diplomati (scuole medie superiori) e i laureati salgono rispettivamente da 1,4 a 28,3 e da 0,7 a 7,8.

Tra i problemi inediti emergenti, in quegli anni a cavallo del secolo, nello spazio pubblico bolognese si segnalavano in particolare le questioni relative agli immigrati extra-comunitari. L’Italia aveva cessato fin dal 1973 di essere paese di emigrazione per trasformarsi in una meta di immigrazione di cittadini stranieri. I 156.000 permessi di soggiorno rilasciati nel 1971 in Italia diventano 332.000 nel 1981 e 729.000 nel 1991. Passando al periodo successivo e facendo riferimento al dato sulle residenza, si ha che tra il 1993 e il 1999, i cittadini stranieri residenti salgono da 573.258 a 1.116.394.

Il dato e’ ancor più importante se si tiene conto del fatto che le cifre riportate sono solo parzialmente attendibili in ragione del noto fenomeno dell’immigrazione clandestina. Tutto cio’ ebbe un significativo impatto sul welfare locale e l’investimento sociale che vivevano le difficolta’ legate a una economia che in Emilia continuava a “tenere” ma non cresceva più ai ritmi dei decenni precedenti.

Iniziarono ad aprirsi lacerazioni nel tessuto sociale, con lo «spiazzamento» dei primi anni Novanta di fronte ai problemi dell’immigrazione extracomunitaria, in una regione, l’Emilia-Romagna, nella quale già all’inizio degli anni Duemila si rilevava una delle percentuali più alte in Italia di stranieri residenti. Da qui, determinate competizioni e tensioni nell’accesso ai servizi, soprattutto tra gli strati più deboli della popolazione, e rotture nei luoghi di lavoro rispetto a pratiche consolidate di solidarietà.

Si tratta di tensioni sociali che, tuttavia, Castenaso è riuscita quasi interamente ad evitare grazie anche una attenta politica di «crescita controllata». Negli ultimi vent’anni, cioè, a Castenaso si sono realizzati meno insediamenti abitativi che negli anni precedenti e nei comuni limitrofi. Questo ha significato una limitata crescita della popolazione, soprattutto rispetto agli altri comuni della cintura intorno a Bologna (che solitamente hanno visto un aumento repentino e considerevole nel numero di abitanti); e ha fatto sì che Castenaso abbia al 2015 meno stranieri residenti rispetto a tutti gli altri comuni della provincia di Bologna. La coesione sociale e gli ottimi indici che Castenaso continua a raggiungere nella valutazione dei rapporti sociali e politici (diffusione dell’associazionismo, qualità dei rapporti sociali, livello della partecipazione politica) hanno resistito, nonostante tutto, anche all’ultima, lunga, crisi internazionale.

Negli anni 2005-2012, il numero dei cittadini stranieri residenti nel comune di Castenaso e’ andato progressivamente aumentando, sia in termini assoluti, passando da 408 a 797 unità, che in termini percentuali salendo dal 3,0 al 5,5%, pur rimanendo sensibilmente al di sotto della incidenza media percentuale della provincia che nello stesso periodo passa dal 5,9 al 10,6%. Riguardo la provenienza nel corso degli anni 2004-2012 l’incidenza percentuale degli individui originari dell’Africa è andata fortemente riducendosi passando dal 37,4% del 2004 al 24,0% del 2012, quella relativa al contingente proveniente complessivamente da Americhe e Asia si è sensibilmente contratta, dal 26,1% al 16,8%, mentre il peso percentuale degli individui provenienti dall’europa è andata aumentando dal 36,5 al 59,1 %.

Negli anni di inizio secolo si ripresento’ ancora una volta il problema della polveriera di Marano. Nonostante gli ulteriori lavori di bonifica del terreno nell’azienda del Luglio 1997, il 28 Luglio 2002 avvengono quattro boati. Essendo Domenica fortunatamente non si lamentano vittime. Un grande cratere prende il posto di due essiccatoi e di un locale per la miscelazione. L’impianto delle polveri rimarra’ chiuso per 30 mesi. Col Genio Militare si bonificano 500.000 mq di terreno tracciando quadrati di 2,8 mt di lato e sondando il terreno in cinque punti fino a 5/6 mt di profondita’. Le deflagrazioni sono avvenute a causa di uno dei 4.000 residuati rimasti interrati dopo lo scoppio del’47 e di cui nessuno conosceva l’esistenza. Rattrista il fatto che oggi, sull’elegante sito della ditta, non compaia nemmeno un pensiero verso le persone che hanno perso la loro vita lavorando per la prosperità dell’azienda.

Nel frattempo continuando gli scavi per nuove abitazioni, nel 2007 a Marano, durante la costruzione delle villette ad Est della chiesa, vennero scoperte altre nove tombe ad incenerazione con numerose stele in pietra, stele assenti nei ritrovamenti precedenti e per questo di notevole interesse e pregio. Sono 8 segnacoli funerari in arenaria e calcare, alcuni dei quali, ascrivibili alla classe delle “Stele protofelsinee”. Di enorme pregio è la “Stele delle spade” per la decorazione a basso rilievo che caratterizza una delle due superfici: raffigura un duello tra due guerrieri ed è sovrastata da un leone e altre figure geometriche. Le stele sono attualmente conservate al MUV di Villanova, dove nel giardino, dal 2018, si osserva la ricostruzione a grandezza reale di una capanna villanoviana, completamente arredata secondo accurate ricostruzioni.

Rimanendo in zona Marano, piu’ precisamente in frazione Veduro, si assiste nel 2006 alla soppressione della parrocchia di quella frazione ed abbandono della relativa chiesa. Sara’ solo nel 2015 con la nascita della casa-famiglia “Piccole mani” nella canonica della Chiesa di San Nicolò di Veduro, che il complesso viene restaurato dopo anni di abbandono. Attualmente la chiesa all’interno rimane sostanzialmente spoglia dei suoi arredi sacri. La casa-famiglia accoglie minori di età compresa tra 0 e 17 anni, con possibilità di prolungamento oltre il 18° anno di età, ed ha un posto dedicato all’accoglienza in emergenza. La casa-famiglia vuole essere un luogo di accoglienza di quei bambini che hanno bisogno di un’attenzione particolare nell’arco della giornata per dare sollievo alle famiglie d’origine in difficoltà e sostenere la lora genitorialità.

Intanto in quegli anni la nuova societa’ FER procedette ad elettrificare la linea ferroviaria con l’obiettivo di utilizzarla, assieme alla linea Bologna-Vignola, per un servizio suburbano all’interno del Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese. I lavori sono stati completati nel giugno 2008. Nel febbraio 2012 il servizio passeggeri della linea passa a TPER, mentre FER mantiene la gestione dell’infrastruttura.

A livello politico-amministrativo gli ultimi sindaci di Castenaso, Maria grazia Baruffaldi (1999-2009) e Stefano Sermenghi (2009-2019), hanno trovato di fronte a loro uno scenario politico radicalmente diverso, quello della cosiddetta “Seconda Repubblica”. E‘ da citare come durante il mandato del Sindaco Baruffaldi il comune di Castenaso, venga decorato il 31 maggio 2006 nei locali della sala del consiglio comunale con la Medaglia d’Argento al Valor Civile della Resistenza conferita il 13 Aprile precedente, con la seguente motivazione: «La piccola comunità di Castenaso, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, contribuiva alla lotta di Liberazione, dando ospitalità e rifugio a gruppi Partigiani. Subiva una feroce e cieca rappresaglia da parte delle truppe tedesche che trucidarono civili inermi, tra cui donne e giovani adolescenti e incendiarono alcuni edifici. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e amor patrio».

Se l’esperienza politica di Baruffaldi aveva le sue radici nella seconda giunta Farnedi (nella quale fu assessore dal 1985 al 1990) e poi nelle giunte Marchi, Sermenghi aveva decisamente le sembianze dell’uomo nuovo, sostanzialmente slegato dalle “vecchie” tradizioni politiche e non ingessato in rigide appartenenze, tant’e’ che la sua carriera politica ha visto diversi “ribaltoni” politici. Nonostante cio’ almeno nella sua fase politica iniziale Sermenghi si caratterizzo’ in prese di posizioni audaci. Il riferimento è, in particolare, a un documento datato novembre 2010, con il quale l’amministrazione comunale di Castenaso commentava la manovra economica appena varata dal governo (Berlusconi IV) con la legge 122/2010: “Una manovra molto pesante volta a ridurre il peso della spesa pubblica, e, come sempre, pesantemente sbilanciata sul comparto degli enti locali. È con questa manovra che la nostra Amministrazione si sta confrontando, per poter salvaguardare i servizi of erti alla cittadinanza […]. Purtroppo alla manovra che sottrae risorse ai Comuni non e’stata associata la tanto sbandierata autonomia fiscale e pertanto le leve si riducono in modo significativo”.

A emergere dall’analisi di Sermenghi è il processo di ri-centralizzazione che sta caratterizzando la vita pubblica italiana degli ultimi anni, dopo che con la riforma regionale del 1970 e con la riforma degli enti locali del 1990, le autonomie avevano progressivamente guadagnato spazio. Nell’introdurre, invece, il bilancio 2011 e quello degli anni successivi il sindaco di Castenaso non poteva che usare un gergo militare: gli amministratori sono in «trincea», loro compito la «difesa» e la «tenuta» del territorio.

La giunta Sermenghi poi si rese protagonista della richiesta di un titolo onorifico a Castenaso che viene proclamata Citta’ con decreto del Presidente della Repubblica del 29 Ottobre 2012 e a cui fa seguito con le seguenti parole la presa d’atto del sindaco: “Castenaso ha una lunga storia, ma ciò che ci rende più orgogliosi è che la Storia, quella che si studia a scuola e quella che ci dovrebbe insegnare a vivere meglio il presente, da qui è passata tante volte. A cominciare dagli avi Villanoviani, che neanche sapevano che li avrebbero poi così chiamati in tutto il mondo, passando dalle battaglie dei Romani per la conquista dell’Italia e per quel primo tentativo di unificazione dell’Europa, sino alla tragedia della seconda guerra mondiale. Il titolo di Città concessoci dal Presidente della Repubblica, pur non comportando conseguenze giuridiche o strutturali, è il riconoscimento di questa storia. Esso viene conferito al nostro comune insigne per storia e per l’attuale importanza civica e culturale. Siamo quindi fieri di far parte di questa comunità che lo Stato Italiano riconosce degna dell’onore di Città e siamone all’altezza nei comportamenti e nello spirito.”

Nel 2016 venne consacrata il 24 Settembre, dall’allora Arcivescovo Mons. Zuppi la chiesa della Madonna del Buonconsiglio. Realizzata dopo una campagna di raccolta fondi anche col contributo dei fedeli. La nuova chiesa sorge in un’area contigua posta sul retro dell’edificio delle opere parrocchiali di via XXI Ottobre realizzate negli anni ‘70 e che hanno visto da allora il piano rialzato utilizzato anche a livello scolastico con aule per le scuole Medie ed Elementari, mentre l’interrato veniva consacrato e vi veniva celebrata messa in aggiunta ai riti della chiesa parrocchiale di S. Giovanni battista. Per questo l’intero edificio era conosciuto come “chiesa nuova”. Il progetto della moderna chiesa ha visto la realizzazione di un maestoso campanile di 35 metri di altezza, dove sono state collocate le quattro campane della precedente chiesa di S. Giovanni Battista, distrutto nel 1944 e collocate, per ben 72 anni, in una modesta cella campanaria a lato della facciata della chiesa parrocchiale. A queste ne sono state aggiunte tre nuove. L’edificio e’ caratterizzato da forme innovative e slanciate con un attento progetto di illuminazione con il particolare effetto dell’utilizzo di specchi d’acqua sia all’interno che all’esterno.

E’ da segnalare inoltre che “straordinarie scoperte archeologiche nell’area”, furono effettuati nel Giugno 2014, durante la costruzione della chiesa, dove vennero trovati dei resti insediativi di età compresa tra il IX sec. a.C. e l’età romana.
Tra i rinvenimenti portati alla luce attraverso gli scavi effettuati in occasione dei lavori per la realizzazione della nuova chiesa, degno di nota è soprattutto un nucleo di quattro sepolture, riferibili all’antica necropoli di Castenaso e risalenti al VII secolo a.C. Delle quattro tombe, una in particolare, ha restituito una stele con decorazione geometrica e un ricchissimo corredo di oltre 80 oggetti, tra vasi ceramici, utensili e ornamenti.

Dal 2019, ultimo sindaco succeduto a Sermenghi, ma di area piu’ moderata (cattolica) e’ l’avv. Carlo Gubellini, che ha guidato il comune in una coalizione “mista” che vedeva al suo interno il PD e anche esponenti della parte dell’ex Sindaco Sermenghi (uscito dal PD che lo aveva precedentemente candidato) il quale per i noti limiti legislativi non poteva piu’ ricandidarsi.

Ma la polveriera di Marano non cessa di impensierire. Erano all’incirca le 11:00 del 10-07-2023 quando, all’interno di uno dei magazzini dell’azienda Baschieri & Pellagri ha preso fuoco, per cause accidentali, un macchinario. L’incendio è stato prontamente domato e per fortuna non ha creato danni ingenti.

Riguardo il tessuto produttivo l’aumento delle unità locali a Castenaso è stato progressivo e particolarmente significativo visto che si e’ passati dalle 234 del 1951 alle 1.454 del 2011. In termini di addetti, l’incremento è stato da 830 a 7.376 occupati. gli aumenti più consistenti sono stati negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, dato che in ognuno di questi decenni la popolazione lavorativa è praticamente raddoppiata. Dopodiché la crescita è stata di minore entità e negli anni Duemila si è anche registrata una flessione probabile conseguenza della lunga crisi internazionale iniziata nel 2008. Dal punto di vista settoriale, si registra la scarsa incidenza dei settori agroalimentare ed energetico; le costruzioni hanno mostrato una crescita abbastanza significativa, ma sono soprattutto il contesto industriale e le varie declinazioni del terziario ad aver assorbito la stragrande
maggioranza degli addetti. Il comparto manifatturiero ha avuto un andamento a parabola, toccando il picco di 3.418 occupati nel 1981, pari al 56,2%. Di lì ha intrapreso un progressivo ridimensionamento, compensato dal boom dei servizi (commercio, pubblici esercizi, trasporti, crediti, servizi alla persona) che è passato dai 683 addetti del 1971 (18,4%) ai 4.721 del 2011 (64,0%).